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Dall’ananas un complesso di enzimi naturali dalle interessanti proprietà biologiche

La bromelina è una sostanza naturale ricavata dall’ananas (Ananas comosus) che negli ultimi anni ha conquistato un posto importante nel mondo dell’integrazione alimentare.

A differenza di una vitamina, di un minerale o di un comune estratto vegetale, la bromelina è costituita principalmente da un complesso di enzimi proteolitici, cioè enzimi capaci di scindere le proteine in frammenti più piccoli.

Questa particolare caratteristica ne spiega l’utilizzo in ambito digestivo, ma rappresenta soltanto una parte della storia. La bromelina è infatti studiata da molti anni anche per le sue interazioni con i processi infiammatori, l’edema, la risposta dei tessuti e numerosi meccanismi cellulari.

Vediamo quindi che cos’è realmente, come funziona e perché è diventata uno degli enzimi naturali più conosciuti.

Che cos’è la bromelina?

Con il termine bromelina non si indica una singola molecola, ma un insieme di enzimi presenti nella pianta dell’ananas.

Si tratta soprattutto di proteasi, enzimi specializzati nella degradazione delle proteine. La bromelina può essere ricavata dal frutto e dal gambo dell’ananas, anche se gli estratti ottenuti dalle diverse parti della pianta presentano caratteristiche biochimiche differenti.

Negli integratori la bromelina viene utilizzata sotto forma di estratto concentrato e può essere caratterizzata attraverso la sua attività enzimatica.

Questo è un aspetto importante: quando parliamo di bromelina, infatti, non conta soltanto la quantità espressa in milligrammi, ma anche quanto l’enzima è effettivamente attivo.

Come funziona la bromelina?

La caratteristica principale della bromelina è la sua attività proteolitica.

In termini semplici, gli enzimi della bromelina sono capaci di rompere alcuni dei legami che tengono insieme gli aminoacidi all’interno delle proteine, favorendone la frammentazione in peptidi più piccoli.

Ma la ricerca scientifica ha evidenziato un quadro molto più interessante.

La bromelina è stata studiata per la sua capacità di interagire con differenti mediatori e meccanismi coinvolti nella risposta infiammatoria e nella risposta dei tessuti.

È proprio questa doppia natura – enzima proteolitico e sostanza biologicamente attiva – ad aver suscitato un interesse scientifico così ampio.

Bromelina e digestione delle proteine

L’azione sulle proteine è probabilmente la funzione più intuitiva della bromelina.

Essendo costituita da enzimi proteolitici, la bromelina può partecipare alla degradazione delle proteine alimentari.

Per questo motivo è conosciuta anche nell’ambito degli integratori enzimatici destinati a chi desidera prestare particolare attenzione alla digestione, soprattutto in presenza di pasti ricchi di proteine.

Mangiare ananas, però, non equivale ad assumere un estratto concentrato di bromelina.

La quantità e l’attività enzimatica presenti nel frutto possono infatti essere molto diverse da quelle di un estratto specificamente preparato e standardizzato.

Bromelina, infiammazione ed edema

È probabilmente l’ambito che ha reso la bromelina maggiormente conosciuta.

L’infiammazione è una risposta naturale dell’organismo a uno stimolo o a un danno. È un processo complesso nel quale intervengono cellule, mediatori chimici e modificazioni della circolazione locale.

L’edema, invece, consiste nell’accumulo di liquidi negli spazi tra le cellule e può accompagnare la risposta infiammatoria.

La bromelina viene studiata da decenni per le sue interazioni con alcuni dei meccanismi coinvolti in questi fenomeni.

Le ricerche hanno preso in considerazione diversi mediatori dell’infiammazione e differenti vie di segnalazione cellulare. Gli studi clinici disponibili hanno prodotto risultati interessanti, anche se non sempre uniformi: popolazioni studiate, quantità utilizzate e durata dell’assunzione possono infatti essere molto diverse.

È quindi corretto parlare della bromelina come di una sostanza di notevole interesse scientifico nell’ambito dei processi infiammatori e dell’edema, senza trasformare un integratore in un sostituto dei farmaci o delle terapie mediche.

Bromelina e dolore: cosa sappiamo?

Anche il rapporto tra bromelina e dolore è stato oggetto di studi clinici.

Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2023 ha esaminato numerosi studi sulla bromelina e ha rilevato, nell’analisi dedicata alla somministrazione orale, una modesta ma significativa riduzione del dolore rispetto ai gruppi di controllo.

È un risultato interessante, ma deve essere interpretato correttamente: gli studi riguardavano condizioni e modalità di utilizzo differenti.

Non significa quindi che la bromelina possa essere considerata un analgesico naturale universale. Significa piuttosto che esistono evidenze cliniche che meritano attenzione e ulteriori approfondimenti.

Bromelina e attività fisica

La bromelina suscita interesse anche tra chi pratica sport e conduce una vita fisicamente attiva.

Dopo un esercizio intenso, infatti, il muscolo mette in atto una naturale risposta di adattamento e riparazione. Possono comparire indolenzimento, microlesioni muscolari e una temporanea risposta infiammatoria fisiologica.

Proprio per le sue caratteristiche, la bromelina è stata studiata anche in relazione al recupero fisico e alla risposta dei tessuti.

Naturalmente nessun integratore può sostituire gli elementi fondamentali del recupero: alimentazione adeguata, idratazione, sonno, riposo e corretta programmazione dell’attività fisica.

Cosa accade alla bromelina dopo averla assunta?

Questo è uno degli aspetti più affascinanti.

La bromelina è composta da enzimi e gli enzimi sono proteine. Si potrebbe quindi pensare che vengano completamente degradati durante la digestione.

Alcuni studi hanno invece rilevato nel sangue, dopo l’assunzione orale, componenti della bromelina che conservavano attività proteolitica.

È un dato particolarmente interessante perché contribuisce a spiegare perché la ricerca scientifica sulla bromelina non si sia limitata al suo utilizzo come semplice enzima digestivo.

Non tutte le bromeline sono uguali

Quando si acquista un integratore di bromelina è facile confrontare i prodotti osservando soltanto il numero di milligrammi riportato sulla confezione.

Ma questo può essere fuorviante.

La bromelina è un enzima e per gli enzimi è importante conoscere non soltanto la quantità, ma anche la loro attività enzimatica.

Questa può essere espressa attraverso specifiche unità di misura, tra cui le GDU – Gelatin Digesting Units.

Il concetto è semplice:

i milligrammi indicano quanta bromelina è presente;

le GDU esprimono la sua attività proteolitica.

Per questo due integratori che contengono la stessa quantità di bromelina non sono necessariamente equivalenti.

Quando si sceglie un prodotto di qualità è quindi utile valutare insieme quantità, attività enzimatica, origine della materia prima e composizione della formulazione.

Quando viene utilizzata la bromelina?

Nel campo dell’integrazione alimentare la bromelina viene scelta soprattutto per la sua attività proteolitica e per l’interesse scientifico che la circonda.

Viene utilizzata in particolare da chi cerca un supporto enzimatico per la digestione delle proteine e da persone attente al benessere fisico e alla nutrizione, compreso il mondo dello sport.

Parallelamente, la ricerca continua a studiarla in numerosi altri ambiti, soprattutto in relazione ai processi infiammatori, all’edema, al dolore e alla risposta dei tessuti.

È importante però distinguere sempre gli effetti studiati scientificamente dalle indicazioni attribuibili a un integratore alimentare.

Come scegliere un buon integratore di bromelina?

Una bromelina di qualità non dovrebbe essere scelta semplicemente cercando il numero più alto scritto sulla confezione.

Prima dell’acquisto è utile controllare:

  • la quantità effettiva di bromelina nella dose giornaliera;
  • l’attività enzimatica dichiarata;
  • la provenienza e la qualità della materia prima;
  • la composizione complessiva dell’integratore;
  • la modalità e la semplicità di assunzione.

Soprattutto, è bene ricordare una regola semplice:

una buona bromelina non si valuta soltanto in milligrammi, ma anche per la sua attività enzimatica.

Sicurezza e precauzioni

La bromelina assunta per via orale è risultata generalmente ben tollerata negli studi clinici. Gli effetti indesiderati segnalati sono prevalentemente lievi e comprendono soprattutto disturbi gastrointestinali come nausea e flatulenza e, occasionalmente, cefalea.

È necessaria maggiore prudenza nelle persone allergiche o sensibili all’ananas.

Particolare attenzione è inoltre consigliata in presenza di terapie farmacologiche, soprattutto quando si assumono farmaci che interferiscono con la coagulazione o l’aggregazione piastrinica.

In gravidanza, durante l’allattamento, in presenza di patologie o se si stanno assumendo farmaci è sempre opportuno chiedere consiglio al proprio medico o al professionista sanitario di riferimento prima di iniziare un’integrazione.

Bromelina: cosa ricordare

La bromelina è molto più di una sostanza contenuta nell’ananas.

È un complesso naturale di enzimi proteolitici capace di agire sulle proteine e oggetto di un crescente interesse scientifico per le sue interazioni con diversi processi biologici.

La ricerca ne studia in particolare il rapporto con digestione delle proteine, risposta infiammatoria, edema, dolore e risposta dei tessuti.

Non tutti questi ambiti possiedono lo stesso livello di evidenza clinica e la bromelina non deve essere considerata un farmaco. Proprio per questo una corretta informazione scientifica è fondamentale per comprenderne le reali caratteristiche e utilizzarla consapevolmente.

E quando arriva il momento di scegliere un integratore, ricordiamo il principio più importante:

non conta soltanto quanta bromelina contiene, ma anche la sua attività enzimatica.

Bibliografia scientifica

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ATTENZIONE

Le informazioni contenute in questo articolo sono presentate esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non possono costituire la formulazione di una diagnosi, la prescrizione di un trattamento o sostituire il rapporto diretto medico-paziente o una visita specialistica.

Gli integratori alimentari non devono essere intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano.

In presenza di patologie, terapie farmacologiche, gravidanza, allattamento o particolari condizioni di salute, si raccomanda di chiedere il parere del proprio medico o del professionista sanitario di riferimento prima dell’utilizzo di integratori. Leggi il Disclaimer completo di Erboristeria Lettig Natur

 

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