Le principali differenze tra cavolo cappuccio e verza: dalla forma alle foglie, dalle proprietà nutrizionali ai diversi utilizzi in cucina
Cavolo verza e cavolo cappuccio non sono la stessa cosa e i crauti si fanno solo con il secondo. Precisazione doverosa perché li abbiamo confusi tutti almeno una volta e tanti non ne conoscono ancora le differenze.

Possono essere entrambi classificati in base al momento della raccolta, esistono infatti cavoli cappuccio e cavoli verza precoci, estivi e tardivi ma, come tutti gli altri cavoli sono tipici dei mesi invernali. Appartenenti alla famiglia delle crucifere (o brassicacee), la verza è noto anche come sabauda, mentre il cavolo cappuccio è conosciuto come capitata. Ma le differenze non si limitano al nome tecnico.
In questo periodo sono le grandi protagoniste dell’inverno, e per ciò ci soffermiamo su due tipologie molto simili e analizziamo le differenze tra verza e cavolo cappuccio: dalla forma alle foglie, dal colore ai metodi di cottura.
Sui banchi dell’ortofrutta o al mercato sembrano tutti uguali ma, a guardarli meglio da vicino, cavolo verza e cavolo cappuccio hanno una forma leggermente diversa. Quest’ultimo ha la classica forma a palla molto liscia e ben compatta, mentre la verza, pur avendo sempre una forma tondeggiante, ha un corpo molto meno compatto.
Una delle principali differenze è però nelle foglie, che nel cavolo cappuccio sono lisce e lucide, con un’unica nervature centrale e tante altre piccole nervature sottili. Le foglie della verza sono invece increspate, grinzose con una costa dura centrale e nervature molto prominenti, il colore è verde o verde-giallo. Il cavolo cappuccio può invece avere foglie sia verdi che rosse, bianche o viola.

Sia il cavolo cappuccio che la verza sono importantissimi per la salute, hanno proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e antitumorali, abbassano la pressione, rinforzano il sistema immunitario e proteggono il cuore. Il cavolo cappuccio è ricco di vitamina C e di zolfo, mentre la verza ha quantità elevate di vitamina A, vitamina C e vitamina K e sali minerali.
Il consumo di cavoli e verza può contribuire a proteggere la salute cardiovascolare; il merito è sia del loro contenuto in potassio, sia dell’apporto di vitamina K (importante per la coagulazione) e di molecole che aiutano a combattere l’aterosclerosi. Fra queste ultime sono inclusi numerosi antiossidanti, che esercitano anche una funzione protettiva nei confronti della vista (in particolare i carotenoidi), della pelle (vitamina A, C ed E). Sono anche fonti di vitamine del gruppo B importanti per garantirsi un buon metabolismo. Infine, questi ortaggi aiutano a proteggere la salute delle ossa grazie al loro apporto di calcio, fluoro e magnesio, e apportano ferro importante per la produzione dei globuli rossi. Entrambi sono ricchi di clorofilla che diventa un ottimo alleato per la corretta respirazione cellulare visto che aiuta il processo dell’ ossigeno e la pulizia dalle sostanze di scarto del corpo.
Le differenze tra cavolo cappuccio e verza in fondo non sono tantissime ma quella fondamentale riguarda gli usi in cucina. In realtà, anche in cucina i due ortaggi hanno molte cose in comune, a cominciare dall’inconfondibile odore che sprigionano (a causa dello zolfo di cui sono ricchi) e che può essere attutito aggiungendo del succo di limone all’acqua di cottura.
La verza si presta a essere cucinata in tantissimi modi, ma va mangiata esclusivamente cotta: involtini, risotti, minestre. Il cavolo cappuccio, invece, è buono anche crudo.
Bibliografia