Mens sana in corpore sano, ma c’è di più. Perché la salute dell’organismo passa anche da quella della pelle
La dermocosmesi comporta l’utilizzo di principi attivi a concentrazioni non farmacologiche, che possono favorire la rigenerazione o il miglioramento di uno stato cutaneo.
Una nuova tenenza della cura della pelle, che pone l’attenzione sull’importanza della pelle in quanto organo più esteso del corpo e fondamentale per la salute dell’intero organismo. La pelle, infatti, ha il compito di proteggerci dagli agenti aggressivi esterni e di assicurare la regolazione termica. Ecco perché mantenerla in salute è lo scopo principale della dermocosmesi.
Con essa, infatti, ci si prende cura tanto della pelle del viso quanto di labbra, capelli, unghie e corpo. Lo scopo è mantenere la cute in buone condizioni o riportarla in una condizione di normalità, se alterata. Un bisogno che sembra essersi acuito durante la pandemia. Ultimamente, c’è un nuovo concetto di cura della pelle, dove la bellezza passa in secondo piano, lasciando il posto a una ricerca di benessere più globale.

Dermocosmesi, cos’è?
La dermocosmesi è quella materia che tratta di pelle – e soprattutto di soluzioni benefiche per essa – attraverso l’uso di principi attivi funzionali. I dermocosmetici, infatti, sono destinati alla cura della pelle di tutto il corpo. Mirano a mantenere la cute in salute, evitando anche condizioni cutanee apparentemente innocue come pelle arrossata, con couperose o acneica.
La dermocosmesi serve a mantenere l’equilibrio ed evitare i danni legati a foto-esposizione, età o stress. Per questo, il ruolo degli principi attivi è fondamentale. Pur non avendo alcuna attività farmacologica o terapeutica, infatti, i dermocosmetici possono dare alla pelle benefici extra.
Utilizzando con costanza una semplice crema idratante, ad esempio, si otterrà una pelle nutrita. Scegliendo un dermocosmetico arricchito con vitamina C invece, il viso non risulterà solo idratato, ma anche più luminoso. Un valore da personalizzare: è fondamentale conoscere il proprio tipo di pelle e quali principi attivi funzionano.
Quali sono le differenze tra cosmesi e dermocosmesi?
A essere diametralmente opposto è l’approccio che dermocosmesi e cosmesi tradizionale hanno nei confronti della pelle. Per la dermocosmesi, lo scopo è curare la pelle, risolvendo anche problematiche complesse come psoriasi, secchezza o eccesso di sebo. Al contrario, la cosmesi si rivolge maggiormente a soluzioni più camouflage, che possano mascherare il problema senza risolverlo nelle sue cause più profonde.

A fare la differenza è la presenza di principi attivi in grado di attivare meccanismi riparatori. Che si tratti di pelle secca, acneica o sensibile, però, la dermocosmesi non può sostituire un trattamento medico.
Naturalmente, dermocosmesi e cosmesi hanno anche qualcosa in comune. Anche in ambito dermocosmetico, infatti, «l’attenzione è rivolta verso ingredienti testati, non tossici, di cui si possa controllare produzione e filiera». Il profilo di sicurezza del prodotto è importantissimo. «La chiave è l’attività stessa del dermocosmetico, l’efficacia del prodotto». L’idratazione, ad esempio, è fondamentale per la pelle, ma non sufficiente secondo i principi della dermocosmetica. Per un’azione completa, infatti, occorrono componenti specifici, che si prendano cura della cute in modo mirato.

Principi attivi migliori per la pelle
Retinolo, e derivati, contro le rughe, calendula per stimolare i meccanismi di riparazione, Vitamina C per la luminosità, ma anche ceramidi per nutrire il microbioma. Per ogni tipo di pelle esiste un principio attivo specifico.
Ecco perché la dermocosmesi è assolutamente personalizzabile. Tipologia cutanea, fascia d’età e stagione(ed esposizione al sole, di conseguenza) sono tre elementi fondamentali per stabilire a quali attivi affidarsi. Il retinolo, ad esempio, è perfetto per l’inverno, mentre d’estate occorrerà fare più attenzione alla protezione dai raggi UV.
Naturalmente, nella scelta dei principi attivi giusti la guida di un dermatologo è decisamente consigliabile. Certamente una lieve acne, le prime rughe o la comparsa di qualche macchia solare hanno bisogno di un approccio guidato alla dermocosmesi.
Attenzione, poi, a non ridurre la dermocosmesi alla sola cura del viso. Oltre a capelli e unghie, infatti, anche le labbra hanno bisogno di attenzioni specifiche. Il modo migliore per provare a capire la propria pelle è osservarla. L’aspetto deve essere quello di una pelle sana, rosea, liscia e senza prurito. Sono prima di tutto le sensazioni a doverci guidare.
Certo, qualche piccola regola per scegliere i cosmetici giusti c’è. Per chi ha una pelle molto grassa, ad esempio, è consigliato evitare texture che possano appesantirla. Al contrario, la pelle secca avrà bisogno di tutto il nutrimento possibile per cui può essere sufficiente affidarsi all’acido ialuronico mettendo da parte texture ricche e poco confortevoli. I principi attivi possono aiutare a soddisfare le singole necessità.

Bibliografia:
Andrea Bovero, Dermocosmetologia. Dall’inestetismo al trattamento cosmetico, Tecniche Nuove, 2011
Gabriella Neri, La dermatologia, San Marco (Ponteranica), 2010
Ferdinando Terranova, Fisiopatologia dell’idratazione cutanea, Tecniche Nuove, 2006
Tommaso Addonisio, Invecchiamento cutaneo. Patogenesi, clinica e terapia, Piccin-Nuova Libraria, 2014
Umberto Borellini, Manuale di cosmetologia. Dalla dermocosmesi funzionale alla cosmeceutica, Edra, 2018