Fitoterapia veterinaria: cos’è, come funziona e quando può aiutare cani e gatti
La fitoterapia veterinaria utilizza piante medicinali e preparati vegetali per sostenere il benessere degli animali.
Può affiancare le cure convenzionali quando il medico veterinario la ritiene appropriata, ma non deve mai sostituire una diagnosi o una terapia prescritta.
Cos’è la fitoterapia veterinaria?
La fitoterapia veterinaria è la disciplina che studia e utilizza le piante medicinali, i loro estratti e i relativi fitocomplessi come supporto alla salute e al benessere degli animali.
Non deve essere considerata una medicina alternativa destinata a sostituire le cure convenzionali. È più corretto parlare di un approccio complementare e integrato, che può essere inserito in un percorso stabilito dal medico veterinario.
Le piante officinali contengono numerose sostanze biologicamente attive. Se scelte e utilizzate correttamente, possono contribuire al mantenimento delle normali funzioni fisiologiche dell’organismo animale.
Perché sempre più proprietari scelgono la fitoterapia?
Negli ultimi anni è aumentato l’interesse verso gli approcci naturali anche nell’ambito della cura degli animali da compagnia.
Molti proprietari desiderano:
- sostenere il benessere generale del proprio animale;
- favorire il mantenimento delle normali funzioni fisiologiche;
- affiancare le cure tradizionali quando il veterinario lo ritiene opportuno;
- scegliere prodotti vegetali di qualità controllata;
- adottare un approccio più attento alle caratteristiche individuali dell’animale.
Parallelamente, alcuni medici veterinari hanno approfondito l’impiego della fitoterapia come possibile supporto complementare nella pratica clinica.
Una pratica dalle origini antiche
L’impiego delle piante medicinali per gli animali ha origini molto antiche. Per millenni l’essere umano ha osservato il comportamento degli animali domestici e selvatici, cercando di comprendere il loro rapporto con le piante presenti nell’ambiente.
Alcuni studiosi utilizzano il termine zoofarmacognosia per indicare i comportamenti attraverso i quali determinate specie animali interagiscono con sostanze naturali potenzialmente utili al proprio organismo.
Tra i comportamenti più frequentemente osservati troviamo:
- gatti che ingeriscono erba;
- cani che ricercano spontaneamente alcune piante;
- primati che utilizzano vegetali in presenza di parassiti;
- uccelli che inseriscono nei nidi foglie aromatiche o repellenti per gli insetti.
Queste osservazioni sono interessanti dal punto di vista etologico, ma non autorizzano a pensare che un animale sia sempre capace di riconoscere autonomamente una pianta sicura. Gli animali domestici possono ingerire anche specie tossiche.
Come agiscono le piante medicinali?
Le piante officinali contengono un insieme complesso di sostanze naturali chiamato fitocomplesso.
Nel fitocomplesso possono essere presenti:
- flavonoidi;
- polifenoli;
- tannini;
- mucillagini;
- saponine;
- alcaloidi;
- oli essenziali;
- vitamine e minerali.
L’effetto di una pianta non dipende necessariamente da una sola sostanza, ma dall’interazione fra i diversi componenti del fitocomplesso.
La composizione del preparato può però cambiare in base alla specie botanica, alla parte utilizzata, al metodo di coltivazione, al periodo di raccolta e alla tecnica di estrazione.
Quando la fitoterapia veterinaria può essere utile?
La fitoterapia può essere valutata come supporto in diverse situazioni, ma sempre dopo una corretta valutazione dello stato di salute dell’animale.
Può essere presa in considerazione per sostenere:
- le normali difese dell’organismo;
- la funzionalità digestiva e intestinale;
- il benessere del fegato;
- la salute delle articolazioni;
- la funzionalità delle vie urinarie;
- la salute della cute e del mantello;
- l’equilibrio dell’animale in situazioni di temporaneo stress.
La scelta del rimedio deve tenere conto della specie, della razza, dell’età, del peso, delle condizioni cliniche, dell’alimentazione e delle eventuali terapie farmacologiche in corso.
Quali benefici può offrire?
Quando viene impiegata correttamente e sotto controllo professionale, la fitoterapia può contribuire a:
- sostenere le fisiologiche difese dell’organismo;
- favorire l’equilibrio digestivo;
- supportare le normali funzioni depurative;
- contribuire al benessere articolare;
- mantenere in buone condizioni la cute e il mantello;
- favorire il rilassamento in particolari situazioni;
- accompagnare alcuni percorsi veterinari come trattamento complementare.
Non esistono però protocolli universali. Un preparato adatto a un animale può non esserlo per un altro, anche in presenza di sintomi apparentemente simili.
Fitoterapia e medicina veterinaria non sono in contrapposizione
Uno degli errori più comuni consiste nel considerare la fitoterapia come un’alternativa ai farmaci o alle cure veterinarie.
In realtà, un approccio responsabile valuta ogni strumento disponibile in base alle condizioni dell’animale e alle evidenze applicabili al singolo caso.
Il medico veterinario può decidere di:
- prescrivere una terapia farmacologica;
- associare un prodotto fitoterapico come supporto;
- escludere alcune piante per il rischio di interazioni;
- adattare dosaggio e durata del trattamento;
- monitorare la risposta dell’animale nel tempo.
La priorità deve rimanere la sicurezza dell’animale, non l’opposizione tra ciò che è naturale e ciò che è convenzionale.
Naturale non significa sempre sicuro
Il termine “naturale” viene spesso associato all’idea di innocuità. In realtà, numerose sostanze presenti nelle piante possono produrre effetti farmacologici, reazioni avverse, intossicazioni o interazioni con i medicinali.
È importante evitare di:
- somministrare rimedi consigliati genericamente sui social network;
- utilizzare dosaggi destinati all’essere umano;
- somministrare oli essenziali puri;
- mescolare più rimedi senza conoscerne le interazioni;
- usare prodotti privi di composizione chiara;
- interrompere una terapia prescritta dal veterinario;
- rimandare una visita in presenza di sintomi importanti.
Particolare attenzione ai gatti
I gatti possiedono caratteristiche metaboliche che possono renderli particolarmente sensibili a numerose sostanze vegetali, soprattutto ad alcuni componenti concentrati e ad alcuni oli essenziali.
Anche l’applicazione cutanea può comportare rischi, poiché il gatto tende a leccare accuratamente il proprio mantello e può ingerire il prodotto.
Come scegliere un prodotto fitoterapico per animali
Non tutti i prodotti presenti sul mercato presentano la stessa qualità. Prima dell’acquisto è opportuno controllare attentamente l’etichetta e chiedere consiglio a un professionista competente.
È utile verificare:
- la specie botanica completa della pianta;
- la parte della pianta utilizzata;
- la quantità o la concentrazione dell’estratto;
- gli eccipienti presenti;
- la destinazione specifica per uso animale;
- le indicazioni di impiego;
- la tracciabilità delle materie prime;
- la presenza di controlli di qualità;
- le modalità di conservazione;
- la data di scadenza.
È preferibile scegliere formulazioni sviluppate specificamente per gli animali e utilizzarle seguendo le indicazioni del medico veterinario.
Quando è indispensabile rivolgersi subito al veterinario?
La fitoterapia non deve mai ritardare una diagnosi o un trattamento urgente.
Contatta tempestivamente il veterinario in presenza di:
- difficoltà respiratoria;
- convulsioni o tremori;
- perdita di coscienza;
- forte debolezza o incapacità di muoversi;
- dolore intenso;
- emorragie;
- vomito o diarrea persistenti;
- addome improvvisamente gonfio;
- sospetta ingestione di sostanze o piante tossiche;
- peggioramento rapido delle condizioni generali.
Domande frequenti sulla fitoterapia veterinaria
La fitoterapia può sostituire i farmaci?
No. Può rappresentare un supporto complementare quando il medico veterinario lo ritiene indicato. Non deve sostituire autonomamente una terapia prescritta.
Tutte le piante medicinali sono sicure per gli animali?
No. Alcune piante possono essere tossiche, mentre altre possono provocare effetti indesiderati o interagire con medicinali e integratori.
Posso utilizzare un prodotto erboristico destinato all’uomo?
Soltanto su indicazione del medico veterinario. La concentrazione, il dosaggio e gli eccipienti potrebbero non essere adatti all’animale.
I prodotti naturali possono avere effetti collaterali?
Sì. Le sostanze vegetali possono avere effetti farmacologici e causare reazioni avverse, soprattutto in caso di dosaggio errato, sensibilità individuale o associazione con altri trattamenti.
I gatti sono più sensibili dei cani?
In molti casi sì. Il metabolismo del gatto presenta caratteristiche particolari che possono aumentare la sensibilità verso alcune sostanze vegetali e alcuni oli essenziali.
Come posso capire se un prodotto è di qualità?
Controlla che siano indicati chiaramente composizione, specie botanica, concentrazione, modalità d’uso, destinazione veterinaria, produttore, lotto e scadenza.
Conclusioni
La fitoterapia veterinaria può rappresentare una risorsa interessante per il benessere di cani, gatti e altri animali da compagnia, purché venga utilizzata in modo corretto, prudente e personalizzato.
Le piante medicinali non sono automaticamente innocue e non devono essere somministrate sulla base di consigli generici. La scelta del preparato, della dose e della durata deve tenere conto della specie, del peso, dell’età, delle condizioni cliniche e delle terapie già in corso.
L’obiettivo non è sostituire la medicina veterinaria convenzionale, ma integrare responsabilmente le diverse possibilità disponibili, affidandosi sempre al parere del medico veterinario.