La supplementazione con aminoacidi essenziali si propone anche nelle situazioni di fragilità o di ridotta mobilità come si osserva a volte nelle persone anziane.
Gli esiti di alcuni episodi di malattia, dall’ictus alle infezioni, richiedono una presa in carico anche dal punto di vista nutrizionale. Anche per contenere i danni derivanti dall’infiammazione.
Quale è il ruolo delle proteine nell’invecchiamento?

L’Italia è uno dei paesi con il più alto tasso di longevità e rappresenta, insieme alla Germania, la nazione con l’età media più elevata d’Europa. Le stime dell’Istat, per l’anno 2017, mostrano che oltre la metà degli italiani ha, in media, più di 45 anni. Al 1 gennaio 2018, infatti, il 22,6% della popolazione presenta un’età compiuta superiore o uguale ai 65 anni, il 64,1% tra i 15 e i 64 anni mentre solo il 13,4% ha meno di 15 anni.
Si prevede che il picco d’invecchiamento sarà raggiunto tra il 2045 e il 2050, quando si riscontrerà una quota di ultrasessantacinquenni vicina al 34%. I cambiamenti nello stile di vita, i miglioramenti tecnologici e le recenti scoperte mediche hanno contribuito a questo rapido aumento della popolazione anziana.
Tuttavia, se da una parte viviamo più dei nostri antenati, l’incremento dell’aspettativa di vita non è privo d’inconvenienti: con l’aumento dell’età, infatti, si registra una maggiore insorgenza di malattie croniche non trasmissibili, di disabilità, morbosità e mortalità.
Tra le problematiche più precoci e comuni che insorgono con la senilità troviamola sarcopenia, una progressiva perdita di massa, forza e potenza muscolo-scheletrica che limita l’autonomia e rende le persone anziane più fragili, ponendole in uno stato di maggiore vulnerabilità.
La fragilità muscolare determina non solo riduzione dei movimenti, cadute (con rischio di fratture) ma aumenta anche la predisposizione a diverse patologie. I muscoli scheletrici, infatti, rappresentano il principale deposito di proteine corporee e quindi di aminoacidi (i mattoncini che le compongono) utilizzabili per la formazione di nuove proteine coinvolte in numerosi processi fisiologici, tra cui le difese immunitarie dell’organismo.
Tra le cause responsabili di tale situazione troviamo le alterazioni del metabolismo proteico.
Durante l’invecchiamento, infatti, si assiste ad un fenomeno definito “resistenza anabolica” ovvero, a parità di consumo proteico nella dieta, la formazione di proteine muscolari nell’anziano è meno attiva. Opportuni interventi nutrizionali sono quindi fondamentali per conservare la massa muscolare e le sue funzioni primarie, in modo da prevenire l’insorgenza della sarcopenia e migliorare lo stato della muscolatura nell’anziano.

Gli apporti proteici suggeriti dalla SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana), per una persona di età superiore ai 60 anni, sono quindi più elevati di quelli consigliati per gli individui adulti e corrispondono a 1,1 g per kg di peso al giorno, invece che 0,9. Nella pratica significa che un uomo di 65 anni che pesa 70 kg dovrebbe consumare quotidianamente circa 77 g di proteine. Recenti ricerche scientifiche dimostrano che anche un’assunzione superiore di proteine (tra 1,0 e 1,5 g per kg di peso al giorno) è in grado di conferire numerosi benefici per la salute degli anziani.
Gli aminoacidi non sono però tutti uguali, vengono assorbiti in maniera diversa e regolano in modo differente il metabolismo proteico. È questa la ragione per cui si sente spesso parlare di qualità proteica o di “valore biologico” delle proteine.
La qualità proteica di un alimento rappresenta il contenuto e la proporzione dei cosiddetti “aminoacidi essenziali”, che devono essere necessariamente assunti con la dieta e sono fondamentali per favorire la sintesi delle proteine e quindi l’accrescimento della massa muscolare. La leucina, in particolare, agisce sia come substrato per la sintesi proteica, sia come attivatore del transito degli aminoacidi verso i muscoli.
Per rispettare i fabbisogni specifici degli anziani è quindi necessario introdurre con la dieta un’adeguata quantità di proteine che posseggano anche un’elevata qualità nutrizionale.

Ad ogni pasto principale dovrebbero essere presenti cibi proteici insieme a cereali, specie se integrali, frutta e verdura. Ottime fonti di proteine sane sono rappresentate da alimenti/associazioni alimentari quali:
- Legumi, che andrebbero consumati almeno 3 volte a settimana, in associazione ai cereali, sia sotto forma di zuppe o creme che come piatti unici freschi o creme spalmabili (hummus di ceci).
- Pesce, in particolare quello azzurro di piccola taglia, come sgombro, alici e sarde, che può essere assunto fino a 3 volte a settimana.
- Uova, 2-4 volte a settimana.
- Latte e yogurt, 1-2 volte al giorno.
- Formaggi freschi e magri, fino a 2 volte a settimana.
- Carni magre 2-3 volte a settimana, con preferenza per le carni bianche come pollo, tacchino e coniglio. Le carni rosse, come il manzo, il maiale e l’agnello, andrebbero limitate ad una volta a settimana.
Alimenti ricchi in leucina, che possono accompagnare i pasti o rappresentare un ottimo spuntino, sono:
- la frutta secca a guscio o sotto forma di crema spalmabile (100% nocciole o 100% mandorle);
- i semi oleosi, in particolare il sesamo che può essere consumato anche come crema spalmabile (thain).
È preferibile, invece, evitare i salumi e le carni processate.
Per favorire le condizioni di salute e di autonomia del soggetto anziano e prevenire la sarcopenia e le complicanze ad essa associate, è quindi opportuno, nel contesto di una corretta nutrizione caratterizzata da un sufficiente apporto energetico, implementare l’apporto proteico in maniera adeguata.
Non dimentichiamo che anche l’esercizio fisico mirato, costante e consono all’età è altrettanto raccomandato per attenuare la perdita di massa muscolare, migliorare la funzione fisica e quindi prevenire la fragilità negli anziani.
Sostenere la massa magra nell’anziano
Nell’anziano l’inattività forzata, anche a causa dell’età avanzata e di eventuali disabilità o malattie croniche correlate, crea numerose problematiche aprendo verso un quadro di fragilità. Soffre il muscolo che va incontro alla perdita di massa magra con conseguenze ad ampio raggio. Nell’immediato, si riscontra la riduzione dell’autonomia personale ma anche ad alterazioni di carattere cardiaco, cognitivo e metabolico, come l’insulinoresistenza. La fragilità, inoltre, aumenta il rischio di incorrere in infezioni attraverso la progressiva riduzione della funzione immunitaria.
L’invecchiamento e la ridotta mobilità, spesso accompagnate da malnutrizione, richiedono, dunque, un supporto nutrizionale atto a prevenire o correggere tali disfunzioni insieme a un adeguato stile alimentare: la sola assunzione di proteine attraverso gli alimenti si può rivelare insufficiente. In quest’ambito numerose ricerche segnalano il ruolo delle miscele di aminoacidi essenziali, compresi i ramificati, insieme a probiotici, vitamine e sali minerali.

Il ruolo dei mitocondri
Gli aminoacidi essenziali, oltre a stimolare la sintesi proteica e dunque la ricostituzione di massa magra, aumentano il numero e la funzionalità dei mitocondri all’interno delle cellule. In questo modo si migliora il metabolismo energetico, essenziale per il buon funzionamento del muscolo, delle cellule del sistema immunitario e del sistema nervoso.
Va anche considerato il fatto che la ridotta attività fisica all’aperto, tipica dell’anziano, apre la strada a un metabolismo di tipo anaerobico (cioè che non consuma ossigeno), così come il restare a letto per lunghi periodi di tempo. Ciò aumenta il catabolismo e determina la produzione di molti “scarti” del metabolismo che vanno sotto il nome di sostanze ossidanti o radicali liberi. L’ossidazione, a sua volta, dà luogo a un aumento dell’infiammazione con effetti ad ampio raggio:
- degradazione delle proteine costituenti i muscoli e perdita di massa magra
- ridotta produzione di anticorpi e ridotta efficienza del sistema immunitario e maggior rischio di infezioni
- ridotta sintesi di neurotrasmettitori e funzioni cognitive compromesse
- compromessa riparazione di tessuti danneggiati portante a ferite e lesioni da decubito dovute all’immobilità che tardano a guarire.
Al riguardo, gli studi clinici segnalano gli effetti positivi dell’integrazione con aminoacidi essenziali e a catena ramificata. L’integrazione aminoacidica favorisce, infatti, la produzione di enzimi mitocondriali come la super-ossido dismutasi e la catalasi in grado di neutralizzare le sostanze ossidanti e contenere l’infiammazione.

La buona dieta contro le infezioni
Nel soggetto anziano ricoverato nei reparti di riabilitazione la supplementazione con aminoacidi essenziali riduce del 30% il rischio di infezioni. Si nota cioè una riattivazione delle funzioni del sistema immunitario.
Gli studi hanno anche comprovato l’efficacia di questi nutrienti nel ridurre il rischio delle infezioni che possono svilupparsi nei pazienti con lesioni cerebrali in riabilitazione.
Un adeguato apporto di aminoacidi si pone in questi casi come un’efficacia strategia per conservare le funzioni del sistema immunitario nei soggetti alle prese con fragilità.
Per lo stesso motivo nutrizione nel paziente post infettivo anche l’integrazione con specifici probiotici aiuta a conservare le difese immunitarie.
Recuperare dopo l’ictus
Problemi di ridotta sintesi proteica a livello del muscolo si osservano anche nelle persone colpite da ictus sub-acuto e di conseguenza colpiti da disfagia (difficoltà ad assumere il cibo), peraltro spesso costretti all’immobilità.
Ciò contribuisce alla progressione della disabilità fisica. In questi soggetti, infatti, si va spesso incontro ad un aumento del catabolismo proteico, cioè alla distruzione delle fibre muscolari.
Si è notato, al riguardo, che la somministrazione di aminoacidi essenziali riduce il catabolismo indirizzando il metabolismo dei muscoli nella giusta direzione.
Nella stessa categoria di persone (ictus sub-acuto con problemi di deglutizione) si è anche visto che gli aminoacidi essenziali correggono, da un lato, le disfunzioni del sistema immunitario nel sangue periferico e, dall’altro, moderano la gravità della disfagia rendendo più agevoli le modalità di alimentazione.
Amino Total Plus è costituito da aminoacidi essenziali qualitativamente e quantitativamente ben definiti che, migliorando la nutrizione, permettono di conservare l’autonomia fisica, con riduzione del rischio di fragilità, specie nel soggetto anziano.
Una corretta nutrizione rappresenta l’unico modo per limitare e correggere le alterazioni metaboliche correlate a qualunque malattia media e chirurgica.
Punto cruciale di una adeguata nutrizione è la tolleranza all’esercizio fisico, indispensabile per conservare o migliorare l’autonomia motoria, l’autosufficienza e la qualità della vita.

L’assunzione di aminoacidi ramificati può essere controindicata in caso di chetoaciduria a catena ramificata, alcolismo cronico, ipoglicemia nei bambini e interventi chirurgici programmati. Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.
BIBLIOGRAFIA
-Massimo Negro, Giuseppe D’Antona. Quaderni di Medicina e Chirurgia. “Aminoacidi essenziali, metaboliti e vitamina D: interplay nella riabilitazione muscolare e metabolica”.
-Lopez MJ et Mohiuddin. SS. Biochemistry, Essential Amino Acids. StatPearls 2021.
-Segala A, Nisoli E, Valerio A. Aminoacidi essenziali, omeostasi mitocondriale e prevenzione della fragilità nell’anziano. Attualità in Dietetica e Nutrizione Clinica 2019; 11:3-8.
-H.N. Christensen, What is the physiological origin of free D-amino acids in Mammals? “Nutrition Review”, 1992, 50 (10), p. 294.
-M. Friedman, Nutrition and toxicological consequences of food processing, “Advanced Experimental Medicine and Biology”, 1991, p. 289.
-A.L. Lehninger, Principles of biochemistry, New York, Worth Publishers, 1982.
-D.M. paige, Clinical nutrition, Washington, Mosby, 1988.
-Recommended dietary allowances, Washington, National Academy Press, 198910.
− Balluz LS, Kieszak SM, Philen RM, Mulinare J: Vitamin and mineral supplement use in the United States. Results from the Third National Health and Nutrition Examination Survey. Arch Fam Med 2000, 9:258-262.
− Campbell B, Kreider RB, Ziegenfuss T, La Bounty P, Roberts M, Burke D, Landis J, Lopez H, Antonio J: International Society of Sports Nutrition position stand: protein and exercise. J Int Soc Sports Nutr 2007, 4:8.
− Carraro F, Stuart CA, Hartl WH, Rosenblatt J, Wolfe RR: Effect of exercise and recovery on muscle protein synthesis in human subjects. Am J Physiol 1990, 259:E470.
− Coggan AR, Coyle EF: Carbohydrate ingestion during prolonged exercise: Effects on metabolism and performance. Exerc Sport Sci Rev 1991, 19:1, 1991.
− Costill DL, Flynn MG, Kirwan JP, Houmard JA, Mitchell JB, Thomas R, Park SH: Effects of repeated days of intensified training on muscle glycogen and swimming performance. Med Sci Sports Exerc 1988, 20:249.
− Cust AE, Smith BJ, Chau J, van der Ploeg HP, Friedenreich CM, Armstrong BK, Bauman A: Validity and repeatability of the EPIC physical activity questionnaire: a validation study using accelerometers as an objective measure. Int J Behav Nutr
Phys Act 2008, 5:33.
− Di Prampero PE, Veicsteinas A: Fisiologia dell’uomo; Edi-ermes editore, 2002.42
− Eliason BC, Kruger J, Mark D, Rasmann DN: Dietary supplement users: demographics, product use, and medical system interaction. J Am Board Fam Prac 1997, 10:265-271.
− Felig, P, Wahren, J: Amino acid metabolism in exercising man. J Clin Invest 1971, 50:2703.
− Fox EA, McDaniel JL, Breitbach AP, Weiss EP: Perceived protein needs and measured protein intake in collegiate male athletes: an observational study. J Int Soc Sports Nutr 2011, 8:9.
− Froiland K, Koszewski W, Hingst J, Kopecky L: Nutritional supplement use among college athletes and their sources of information. Int J Sport Nutr Exerc Metab 2004, 14:104-20.
− Goston JL, Correia MI: Intake of nutritional supplements among people exercising in gyms and influencing factors. Nutrition 2010, 26:604-611.
− Kaufman DW, Kelly JP, Rosenberg L, Anderson TE, Mitchell AA: Recent patterns of medication use in the ambulatory adult population of the United States: The Slone Survey. JAMA 2002, 287:337-344.
− Koeslag, JH: Post-exercise ketosis and the hormone response to exercise: a review. Med. Sci. Sports Exerc., 4:327, 1982.
− Krumbach CJ, Ellis DR, Driskell JA: A report of vitamin and mineral supplement use among university athletes in a Division I institution. Int J Sport Nutr 1999, 9:416-25.
− Lehmann M, Foster C, Keul J: Overtraining in endurance athletes: a brief review. Med Sci Sports Exerc 1993, 25:854.
– Holeček, M. Branched-chain amino acids in health and disease: metabolism, alterations in blood plasma, and as supplements. Nutr Metab (Lond)2018; 15, 33 (2018).
– Ko CH et al. Effects of enriched branched-chain amino acid supplementation on sarcopenia. Aging (Albany NY). 2020 26;12(14):15091-15103.
– Dasarathy S, Hatzoglou M. Hyperammonemia and proteostasis in cirrhosis.Curr Opin Clin Nutr Metab Care. 2018;21:30–6.
– Holeček M. Beta-hydroxy-beta-methylbutyrate supplementation and skeletal muscle in healthy and muscle-wasting conditions. J Cachexia Sarcopenia Muscle. 2017; 8:529–41.
– Zhang S et al. Novel metabolic and physiological functions of branched chain amino acids: a review. J Anim Sci Biotechnol. 2017; 8:10.
-Massimo Negro, Giuseppe Cerullo, Giuseppe D’Antona, Aminoacidi essenziali e glutammina: pathways metabolici convergenti per l’impiego nel paziente acuto e subacuto, Casi clinici di Ilario Carta, Rosella Guggino, Francesca Mascia, Paolo Orlandoni, Quaderni di medicina e chirurgia, Pacini Editore, maggio 2022.
ATTENZIONE
Le informazioni contenute in questo sito sono presentate a solo scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata. Se si hanno dubbi o quesiti sull’uso di un integratore o di un farmaco è necessario contattare il proprio medico. Leggi il Disclaimer.