La stitichezza è un disturbo che si può manifestare a tutte le età, dai bambini in tenera età, ai ragazzi, agli adulti, e spesso, in età avanzata.
E’ un ritardo, più o meno accentuato, nell’evacuazione del bolo fecale, rispetto al ritmo con cui essa si verifica fisiologicamente, ma inferiore alle 3 evacuazioni alla settimana con feci dure, secche e che comportano difficoltà nell’evacuare, e a volte con complicanze come ragadi anali e/o emorroidi.
Può avere diverse origini, come l’alimentazione priva o povera di fibre, pochi liquidi assunti nelle 24 ore come acqua, tè, succhi, ma anche sotto forma di minestre, minestroni, verdura, frutta, ricchi di acqua e di fibre.
Inoltre la vita sedentaria è una delle cause che comportano stipsi, poiché induce atonia delle pareti intestinali, mentre una regolare attività fisica tonifica i muscoli dell’addome e quelli del pavimento pelvico, con benefici sulla motilità intestinale e sull’efficienza della defecazione.
Può causare stitichezza anche una inibizione psichica, in rapporto a convenienze sociali, che costringono a rinviare il bisogno immediato di defecazione.
A volte possono indurre stipsi i trattamenti farmacologici, specie negli anziani, fra i quali è più frequente il loro uso.
Talvolta alcuni disturbi digestivi correlati alla motilità della secrezione gastrica, alla funzionalità epato-biliare, e gli stati dispeptici, possono costituire un fattore aggravante della stitichezza.
La prima modifica che dovremo introdurre nel nostro stile di vita per cercare di risolvere il problema è di assumere ogni giorno una sufficiente quantità d’acqua accompagnata da una corretta quota di fibre alimentari, cioè quella parte di sostanze vegetali contenute negli alimenti, che l’organismo non è in grado di digerire e assimilare per l’assenza degli enzimi specifici, ma che nel lume intestinale svolgono molti effetti positivi indispensabili al buon funzionamento dell’apparato enterico. L’alimentazione quotidiana dovrebbe comprendere fibre solubili e insolubili.

Le fibre solubili sono quelle che, ingerite con una adeguata quantità di acqua, formano una massa gelatinosa ricca di acqua, che aiuta a idratare le feci rendendole più morbide e facili da evacuare, e contribuendo ad aumentare il volume fecale.
Le fibre solubili sono la pectina, le mucillagini, le gomme fra esse si annovera l’Inulina, la cui caratteristica peculiare, oltre a favorire la fisiologica funzionalità intestinale, è quella di agire da Prebiotico, supportando l’equilibrio della flora batterica intestinale e ampliando la quota di Bifidobatteri del microbiota, inducendo perciò una favorevole eubiosi.
Le fibre insolubili, come la cellulosa e la lignina, contenute nei cereali integrali, crusca di grano, legumi, frutta secca, verdura a foglia verde, ecc. formano una massa voluminosa che assorbe grandi quantità di acqua favorendo sensibilmente l’aumento della massa fecale, che contribuisce alla distensione delle pareti intestinali amplificando fisiologicamente la peristalsi e facilitando così un rapido transito intestinale.
Entrambi i tipi di fibre sono importanti e indispensabili, e devono essere introdotte quotidianamente nell’alimentazione nella misura di 25-30 grammi al giorno, in un rapporto di 3/1 rispettivamente fra fibre solubili e insolubili (l’azione delle fibre inoltre esercita anche un’azione protettiva contro le patologie del colon, agendo come supporto al sistema immunitario intestinale, riducendo l’assorbimento di colesterolo e di zuccheri, producendo di conseguenza un effetto regolatore sui loro livelli ematici).
Un consumo improprio ed eccessivo di fibre può avere controindicazioni in presenza di infiammazioni della mucosa intestinale, o di malassorbimento, causando talvolta gonfiori e flatulenze (soprattutto legumi, cavoli, carciofi).
Se non riusciamo a eliminare le abitudini alimentari errate e a seguire uno stile di vita più corretto, si dovrà ricorrere all’uso dei lassativi vegetali, scegliendo di volta in volta, a seconda del problema, della sua cronicità, dell’età del soggetto, di eventuali altri disturbi, o di situazioni particolari come gravidanza o allattamento, il rimedio più più adeguato.
In caso di stitichezza leggera e allo stato iniziale, e nei soggetti fragili come bambini e anziani, gestanti e nutrici durante l’allattamento, è bene evitare di ricorrere ai lassativi drastici (antrachinonici), che potrebbero essere troppo violenti e col tempo indurre precocemente assuefazione ai lassativi, con riduzione della loro efficacia.
In questi casi si può beneficiare di rimedi molto delicati e non irritanti, come l’olio di Mandorle dolci per uso alimentare, dalle proprietà emollienti utili per favorire il fisiologico transito intestinale, adatto specialmente per bambini, gestanti e anziani; oppure si può ricorrere a piante ricche di mucillagini, come Malva, Altea, semi di Lino e di Psillio, che formano nel lume intestinale un gel ricco di acqua, idratante ed emolliente.

Agar-agar
L’Agar-agar è ricchissima di mucillagini, una fibra solubile (polisaccaride) che si ricava da diverse alghe marine rosse. Molto usata in fitoterapia per l’azione delicatamente ma efficacemente lassativa meccanica, che possiede inoltre un’azione lenitiva e calmante delle mucose gastrointestinali rivestendole con un sottile film mucillaginoso, proteggendole e lenendone le infiammazioni. A dosaggi adeguati e assunta con abbondanti quantità di acqua, aumenta la massa fecale esercitando una sorta di “pulizia” delle pareti intestinali, inglobando le feci vecchie e stagnanti, il muco in eccesso, le tossine esogene ed endogene, anche causate da disbiosi, senza effetti collaterali irritanti, è adatto perciò anche nell’età avanzata, nell’infanzia, in gravidanza e allattamento, in presenza di colon irritabile, diverticolosi (contribuisce a mantenere puliti i diverticoli, evitando che si infiammino). Anche in presenza di gastrite non aggrava l’infiammazione delle mucose gastriche, ma contribuisce a lenirle e proteggerle con le mucillagini e a ridurre l’acidità gastrica.
In caso di patologie ano-rettali, come emorroidi e/o ragadi, il lassativo, quando necessario, deve essere a maggior ragione molto delicato, per evitare di aggravare il problema con uno stimolo eccessivo che potrebbe indurre contrazioni anomale dolorose dello sfintere anale, inducendo irritazione delle mucose e sofferenza. In queste situazioni la quantità di fibre, anche se mucillaginose e delicate, non deve essere eccessiva, per evitare evacuazioni frequenti nelle 24 ore, che porterebbero a una inutile e dannosa sollecitazione della zona ano-rettale.

In caso di emorroidi, è utile, associare piante che agiscano migliorando la funzionalità del microcircolo venoso a livello locale, come Rusco, Ippocastano, Meliloto, Amamelide, Centella asiatica, etc., che rinforzano le pareti del plesso emorroidario, le rendono più toniche ed elastiche, contribuendo a ridurre la lassità delle pareti venose che ne favorisce la dilatazione causando la comparsa di emorroidi.
In presenza di ragadi anali, è fondamentale evitare episodi anche saltuari di stipsi, che potrebbero portare ad una recrudescenza della lesione, che col tempo non riuscirebbe più a cicatrizzarsi, inducendo una probabile esigenza di ricorrere a un intervento chirurgico.
Avena
Con l’uso di piante mucillaginose si possono associare alimenti come l’Avena, sia come cereale integrale intero sia in fiocchi integrali, ricca di fibre molto delicate che non causano gonfiori, adatte a tutti, bambini, gestanti, anziani, e anche in presenza di mucose intestinali infiammate, come ad esempio nelle coliti. L’Avena come seme si può aggiungere alle minestre di verdura, mentre i fiocchi di Avena sono gradevoli con lo yogurt, col latte, anche vegetale, associati a corn-flakes, muesli, fette biscottate o biscotti integrali. Utili in questi casi anche i concentrati di frutti tradizionalmente utilizzati come lassativi, come Prugne, Kiwi, Fichi, e inoltre la Manna da Frassino.

Risulta molto utile l’assunzione di Probiotici, i cosiddetti fermenti lattici, e di fibre Prebiotiche (frutto-oligo-saccaridi) come l’Inulina, che agevolano l’equilibrio della flora batterica intestinale (microbiota), aumentandone la ricchezza specifica di batteri colonizzatori come i Bifidobacteria (microbioma), e inducendo l’eubiosi intestinale, che ne influenza favorevolmente la funzionalità, e contribuisce a evitarne le alterazioni, come il colon irritabile, la permeabilità intestinale (Leaky Gut Syndrome) che può indurre intolleranze alimentari e aumento anomalo della risposta immunitaria (patologie autoimmuni), o altre patologie infiammatorie intestinali.
Un metodo preventivo efficacie per contrastare la stipsi è quella di intervenire con piante coleretiche e colagoghe, che stimolano la funzionalità epatica, come Carciofo, Rosmarino, Tarassaco, Boldo, Rabarbaro, per aumentare la produzione di bile fluida e abbondante, che agirà indirettamente da lassativo naturale (purché non sia stata accertata la presenza di calcoli biliari). L’associazione con piante carminative come Finocchio, Anice verde, Cardamomo, Carvi, Coriandolo, Zenzero, ecc. contribuisce a limitare la formazione e il ristagno di gas a livello gastrointestinale, favorendone l’eliminazione e scongiurando fastidiosi e antiestetici gonfiori addominali e coliche gassose.
Senna
Nei casi in cui la stitichezza è più forte o ormai cronica, l’organismo è assuefatto all’uso dei lassativi e i rimedi più delicati non sono, da soli, più efficaci, sarà necessario utilizzare le piante contenenti principi lassativi più energici, gli antrachinoni, presenti nelle cosiddette “droghe antrachinoniche”, come Senna, Frangula, Cascara, Boldo e Rabarbaro (a dosi maggiori rispetto all’utilizzo come coleretiche e colagoghe), che agiscono a livello dell’intestino crasso (colon), stimolando le contrazioni peristaltiche della sua muscolatura, favorendo così il suo svuotamento. E’ importante però non esagerare con dosaggi troppo elevati, e con assunzioni troppo frequenti, che col tempo potrebbero causare assuefazione e diventare inefficaci, oltre che essere irritanti per le mucose intestinali. I lassativi antrachinonici infatti non devono essere utilizzati in modo continuativo, ma saltuariamente, seppure con una certa regolarità, o all’occorrenza, in modo da conseguire una funzione intestinale il più possibile costante.

Inoltre essi sono controindicati in caso di gravidanza (per non indurre contrazioni uterine) e allattamento (per non trasmettere attraverso il latte lo stimolo lassativo anche al bimbo), nei bambini sotto i 12 anni di età, in caso di malattie infiammatorie intestinali acute (colite ulcerosa, enterocolite, appendicite, morbo di Crohn), dolori addominali di origine sconosciuta, nelle occlusioni intestinali acute.
Quando ormai vi è una grave assuefazione a dosaggi troppo elevati e frequenti di antrachinoni, si può rimediare associando alle piante antrachinoniche utilizzate abitualmente le piante contenenti mucillagini e quelle colagoghe e coleretiche, oltre che carminative, procedendo a una riduzione graduale dei lassativi drastici, con l’aumento contestuale e progressivo di quelli più delicati, ma molto lentamente, così da rieducare l’intestino ad una funzione più fisiologica.
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