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Le principali piante medicinali utilizzate in veterinaria

Cardo mariano, Boswellia, Calendula, Passiflora, Aloe e altre piante medicinali
vengono impiegate in fitoterapia veterinaria come possibili supporti per il benessere animale.
Scopriamo le loro caratteristiche, i principali ambiti di utilizzo e le precauzioni da rispettare.

Le piante medicinali possono essere utilizzate negli animali?

Le piante medicinali possono trovare spazio anche in ambito veterinario, principalmente come
supporto complementare all’alimentazione, alla gestione quotidiana o alle terapie
definite dal medico veterinario.

La fitoterapia veterinaria non consiste, però, nel somministrare liberamente a cani e gatti
le stesse erbe utilizzate dalle persone. Ogni specie possiede caratteristiche metaboliche differenti
e può reagire in modo diverso a principi attivi, concentrazioni ed eccipienti.

Anche i prodotti vegetali possono:

  • provocare reazioni avverse;
  • interagire con medicinali e altri integratori;
  • essere controindicati in presenza di alcune patologie;
  • risultare tossici a dosaggi elevati;
  • avere effetti differenti nel cane e nel gatto;
  • contenere estratti o eccipienti non adatti all’uso animale.

Perché specie botanica, estratto e dosaggio sono importanti

Il semplice nome comune della pianta non è sufficiente per stabilire le caratteristiche e la sicurezza
di un prodotto. Per valutarlo correttamente occorre conoscere:

  • il nome botanico completo;
  • la parte della pianta utilizzata;
  • la modalità di estrazione;
  • la concentrazione dell’estratto;
  • l’eventuale titolazione in principi attivi;
  • gli eccipienti presenti;
  • la specie animale destinataria;
  • la dose e la durata indicate dal veterinario.

Radice, foglia, fiore, corteccia, seme e frutto possono contenere sostanze differenti.
Anche due estratti ottenuti dalla stessa pianta possono avere composizione e concentrazione non sovrapponibili.


Cardo mariano

Nome botanico: Silybum marianum

Parte utilizzata: frutti, comunemente indicati anche come semi.

Principali componenti: silimarina, costituita da diversi flavonolignani, fra i quali la silibina.

Perché viene utilizzato

Il Cardo mariano è una delle piante più conosciute quando si parla di sostegno della normale funzionalità
epatica. In ambito veterinario può essere preso in considerazione dal medico come componente di un programma
destinato a supportare il fegato.

Può essere valutato, per esempio, in caso di:

  • necessità di sostegno della funzione epatica;
  • terapie farmacologiche prolungate;
  • alterazioni epatiche già diagnosticate;
  • esposizione a sostanze potenzialmente dannose;
  • animali anziani con particolari necessità metaboliche.

Non deve essere considerato una cura autonoma per epatiti, intossicazioni, insufficienza epatica
o altre patologie del fegato.

Precauzioni

Il suo impiego richiede cautela negli animali sottoposti a terapie farmacologiche, durante gravidanza
e allattamento e in presenza di disturbi delle vie biliari.


Boswellia

Nome botanico: Boswellia serrata

Parte utilizzata: gommo-resina.

Principali componenti: acidi boswellici e altre sostanze caratteristiche della resina.

Perché viene utilizzata

La Boswellia è presente in numerosi prodotti destinati al sostegno della mobilità e del benessere articolare.
Può essere considerata nell’ambito di una strategia multimodale per animali anziani o con osteoartrosi
diagnosticata.

Può essere valutata in presenza di:

  • rigidità articolare;
  • difficoltà nei movimenti;
  • riduzione della mobilità;
  • osteoartrosi diagnosticata;
  • necessità di sostegno della funzionalità muscolo-scheletrica.

Precauzioni

Occorre prestare attenzione in presenza di disturbi gastrointestinali, interventi chirurgici programmati
e terapie anticoagulanti, antiaggreganti o antinfiammatorie.


Calendula

Nome botanico: Calendula officinalis

Parte utilizzata: fiori.

Principali componenti: flavonoidi, triterpeni, carotenoidi, mucillagini e polisaccaridi.

Perché viene utilizzata

La Calendula è tradizionalmente impiegata soprattutto per uso esterno in prodotti destinati alla cura
e alla protezione della cute.

Può essere presente in:

  • creme e gel;
  • unguenti;
  • detergenti e shampoo;
  • lozioni e spray veterinari;
  • preparati emollienti e lenitivi.

Precauzioni

Non applicare preparati su ferite profonde, ustioni estese, aree infette o vicino agli occhi senza
indicazione veterinaria. È inoltre necessario controllare tutti gli ingredienti della formulazione.


Passiflora

Nome botanico: Passiflora incarnata

Parte utilizzata: parti aeree.

Principali componenti: flavonoidi e altri costituenti del fitocomplesso.

Perché viene utilizzata

La Passiflora è tradizionalmente inserita in formulazioni destinate a favorire il rilassamento.
In ambito veterinario può essere presente in prodotti utilizzati durante situazioni temporaneamente stressanti.

Tra queste situazioni possono rientrare:

  • viaggi;
  • cambiamenti ambientali;
  • visite veterinarie;
  • temporanea irrequietezza;
  • difficoltà di adattamento.

Non costituisce, da sola, una risposta adeguata alle fobie, all’ansia da separazione o ai disturbi
comportamentali complessi.

Precauzioni

Può aumentare l’effetto di farmaci sedativi, tranquillanti, anticonvulsivanti o di altri prodotti
che agiscono sul sistema nervoso.


Valeriana

Nome botanico: Valeriana officinalis

Parte utilizzata: radice e rizoma.

Principali componenti: acidi valerenici, oli volatili e altri costituenti.

Perché viene utilizzata

La Valeriana viene tradizionalmente impiegata nei preparati destinati al rilassamento e al riposo.
Nei prodotti veterinari può essere associata ad altre sostanze per sostenere l’animale in particolari
condizioni di agitazione o difficoltà di adattamento.

Precauzioni

La risposta può variare da un animale all’altro. In alcuni soggetti può comparire una reazione di
eccitazione paradossa. Non va associata autonomamente a sedativi, anestetici, anticonvulsivanti o psicofarmaci.


Ribes nero

Nome botanico: Ribes nigrum

Parti utilizzate: foglie, frutti, semi o gemme, secondo il tipo di preparato.

Perché viene utilizzato

Il Ribes nero è tradizionalmente presente in prodotti destinati al sostegno delle normali difese,
della cute, del benessere articolare e dell’equilibrio generale dell’organismo.

Precauzioni

È richiesta prudenza in presenza di disturbi della coagulazione, terapie anticoagulanti o antiaggreganti,
malattie croniche, gravidanza e allattamento.


Rosa canina

Nome botanico: Rosa canina

Parte utilizzata: falsi frutti, chiamati cinorrodi.

Principali componenti: vitamina C, carotenoidi, polifenoli e sostanze antiossidanti.

Perché viene utilizzata

La Rosa canina è spesso inserita in integratori destinati a sostenere le normali difese dell’organismo,
l’apporto di sostanze antiossidanti, la vitalità e il benessere generale.

Cani e gatti sono normalmente in grado di sintetizzare vitamina C. Un’integrazione non deve quindi
essere proposta automaticamente a ogni animale.

Precauzioni

Un impiego eccessivo o non appropriato può causare disturbi gastrointestinali. È necessaria particolare
cautela negli animali con problemi urinari o renali.


Tarassaco

Nome botanico: Taraxacum officinale

Parti utilizzate: radice e foglie.

Perché viene utilizzato

Il Tarassaco è tradizionalmente impiegato per sostenere:

  • la funzione digestiva;
  • l’appetito;
  • la normale attività epatica;
  • la fisiologica eliminazione dei liquidi.

Le foglie vengono maggiormente associate alla funzione diuretica, mentre la radice è tradizionalmente
collegata alla funzione digestiva ed epatica.

Precauzioni

Non deve essere utilizzato senza controllo veterinario in presenza di ostruzione delle vie biliari,
calcoli, malattie renali, disidratazione, alterazioni degli elettroliti o terapie diuretiche.


Liquirizia

Nome botanico: Glycyrrhiza glabra

Parte utilizzata: radice.

Principali componenti: glicirrizina, flavonoidi e altre sostanze.

Perché viene utilizzata

La Liquirizia è tradizionalmente impiegata in preparati destinati al benessere gastrointestinale,
respiratorio e delle mucose.

Precauzioni

La glicirrizina può influenzare la pressione, l’equilibrio idrico e gli elettroliti. È richiesta
particolare cautela in animali con malattie cardiache, ipertensione, patologie renali, ritenzione
di liquidi o alterazioni del potassio.

Non deve essere utilizzata autonomamente come rimedio per gastrite o vomito: questi sintomi possono
dipendere da cause che richiedono una diagnosi veterinaria.


Aloe

Specie più conosciute: Aloe vera e Aloe arborescens.

Preparazioni: gel interno purificato e prodotti ottenuti da altre parti della foglia.

Perché viene utilizzata

Il gel purificato di Aloe viene inserito soprattutto in prodotti cosmetici e dermatologici destinati
a idratare, lenire e sostenere la normale barriera cutanea.

Il problema del lattice di Aloe

Il lattice giallastro posto sotto la superficie della foglia contiene sostanze antrachinoniche con
attività lassativa e potenzialmente irritante. È quindi necessario distinguere fra:

  • gel interno adeguatamente purificato;
  • succo ottenuto dalla foglia intera;
  • lattice;
  • estratti concentrati.

Precauzioni

Non somministrare preparati di Aloe per uso interno senza indicazione veterinaria. Nell’uso cutaneo
occorre evitare formulazioni contenenti alcol, profumi, oli essenziali non adatti o altri ingredienti
pericolosi se ingeriti.


Propoli

La Propoli non è una pianta, ma una sostanza resinosa raccolta e trasformata dalle api a partire
da materiali vegetali.

La sua composizione varia secondo l’origine geografica e botanica e può comprendere resine, cere,
polifenoli e sostanze aromatiche.

Perché viene utilizzata

È presente in alcuni prodotti destinati al benessere della bocca, della cute, delle mucose e delle
prime vie respiratorie.

Precauzioni

Può provocare reazioni allergiche, irritazione locale o disturbi gastrointestinali. Le formulazioni
alcoliche destinate all’uomo non devono essere somministrate direttamente agli animali.

Tabella riassuntiva delle principali piante medicinali

PiantaParte utilizzataAmbito tradizionale o complementarePrincipali precauzioni
Cardo marianoFruttiSostegno della funzione epaticaTerapie concomitanti e disturbi biliari
BoswelliaGommo-resinaMobilità e benessere articolareDisturbi gastrointestinali e terapie farmacologiche
CalendulaFioriUso cutaneo lenitivo ed emollienteNon usare su ferite profonde o infette
PassifloraParti aereeTemporaneo rilassamentoPossibile sommazione con sedativi
ValerianaRadice e rizomaRilassamento e adattamentoSedazione o eccitazione paradossa
Ribes neroFoglie, frutti, semi o gemmeCute, difese e benessere generaleNon sostituisce il cortisone
Rosa caninaCinorrodiApporto di sostanze antiossidantiPrudenza nei disturbi urinari o renali
TarassacoRadice e foglieFunzione digestiva, epatica e urinariaDisidratazione, calcoli e diuretici
LiquiriziaRadiceBenessere gastrointestinale e delle mucoseCuore, reni, pressione e potassio
AloeGel interno purificatoUso cutaneo idratante e lenitivoEvitare lattice e ingestione incontrollata
PropoliSostanza resinosaCute, bocca e mucoseAllergie ed estratti alcolici


Nota: la tabella ha finalità divulgativa e non costituisce una prescrizione.
L’indicazione corretta dipende dalla specie, dal peso, dall’età, dalla diagnosi e dai medicinali assunti.

Piante medicinali e farmaci: attenzione alle interazioni

Le sostanze vegetali possono modificare l’effetto dei farmaci. Possono, per esempio:

  • aumentare la sedazione;
  • modificare la coagulazione;
  • influenzare pressione e frequenza cardiaca;
  • modificare la glicemia;
  • alterare l’eliminazione dei liquidi;
  • interferire con il metabolismo epatico;
  • aumentare o ridurre l’effetto di un medicinale.

Comunica sempre al veterinario tutti i prodotti utilizzati, compresi integratori, estratti vegetali,
tisane, oli, creme e preparati acquistati online.

Gli oli essenziali richiedono particolare prudenza

Gli oli essenziali sono miscele estremamente concentrate e non possono essere considerati equivalenti
alle tisane o agli estratti tradizionali.

Non applicare né somministrare oli essenziali puri a cani e gatti. Il gatto richiede particolare
prudenza per le sue specifiche capacità metaboliche e per l’abitudine di leccare il mantello.

Come scegliere un prodotto fitoterapico veterinario

Prima dell’acquisto controlla che l’etichetta riporti chiaramente:

  • nome del produttore;
  • specie botanica completa;
  • parte della pianta utilizzata;
  • quantità per dose;
  • tipo e concentrazione dell’estratto;
  • elenco completo degli eccipienti;
  • specie animale destinataria;
  • modalità d’impiego;
  • numero di lotto e scadenza;
  • condizioni di conservazione.

Diffida dei prodotti che promettono di:

  • curare numerose malattie diverse;
  • sostituire qualsiasi farmaco;
  • non avere mai effetti collaterali;
  • funzionare allo stesso modo in tutte le specie;
  • guarire patologie gravi senza una diagnosi;
  • essere sicuri semplicemente perché naturali.

Quando non bisogna ricorrere all’automedicazione

Non somministrare autonomamente piante medicinali quando l’animale:

  • è molto giovane o anziano;
  • è in gravidanza o allattamento;
  • deve essere sottoposto a un intervento;
  • assume medicinali;
  • soffre di patologie epatiche o renali;
  • presenta disturbi cardiaci o della coagulazione;
  • manifesta vomito o diarrea persistenti;
  • ha ingerito una pianta sconosciuta;
  • presenta sintomi improvvisi o gravi.

Domande frequenti

Posso preparare una tisana per il mio cane?

Non senza aver verificato con il veterinario la pianta, la parte utilizzata, la concentrazione e la dose.
Una tisana adatta all’essere umano non è automaticamente indicata per un animale.

Posso somministrare al cane lo stesso integratore che uso io?

Solo su esplicita indicazione veterinaria. Il prodotto può contenere dosaggi o eccipienti non adeguati,
compresi dolcificanti potenzialmente pericolosi.

Una pianta può essere sicura per il cane ma non per il gatto?

Sì. Cane e gatto possiedono metabolismo, sensibilità e capacità di eliminazione differenti.

Le piante medicinali possono sostituire gli antinfiammatori?

Non autonomamente. In alcuni casi possono essere considerate all’interno di una strategia multimodale,
ma la gestione del dolore richiede diagnosi, monitoraggio e terapie adeguate.

Il Ribes nero è un cortisone naturale?

No. Questa definizione può essere fuorviante. Il Ribes nero non equivale a un corticosteroide e non deve
sostituire una terapia prescritta.

La Propoli è un antibiotico naturale?

La Propoli presenta attività biologiche studiate soprattutto in laboratorio, ma non sostituisce gli
antibiotici prescritti per un’infezione batterica diagnosticata.

Conclusioni

Le piante medicinali possono rappresentare una risorsa complementare per il benessere degli animali,
ma devono essere utilizzate con la stessa attenzione riservata ai medicinali.

Cardo mariano, Boswellia, Calendula, Passiflora, Valeriana, Ribes nero, Rosa canina, Tarassaco,
Liquirizia e Aloe possiedono composizioni e caratteristiche molto diverse. Non possono quindi essere
scelte esclusivamente sulla base di un sintomo o del fatto che siano naturali.

Per un impiego responsabile occorre:

  • partire da una diagnosi veterinaria;
  • scegliere una formulazione adatta alla specie;
  • controllare qualità e composizione;
  • considerare le terapie in corso;
  • rispettare dose e durata;
  • osservare la risposta dell’animale;
  • contattare il veterinario in caso di reazioni avverse.
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