L’erbario delle piante officinali
Le piante officinali che troverete descritte nel nostro erbario rappresentano la nostra personale scelta fra tutte quelle disponibili, scelta che negli anni abbiamo affinato con l’esperienza e risultati ottenuti.
Di ogni pianta, troverete il nome scientifico, il nome volgare e una breve descrizione delle principali caratteristiche, le proprietà, le indicazioni e le controindicazioni (quando ve ne siano), con qualche curiosità storica e di uso popolare, oltre all’immagine.
Una pianta medicinale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è un organismo vegetale che contiene in uno dei suoi organi sostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici, o che costituiscono i precursori di emisintesi di farmaci. L’insieme delle interazioni dei principi attivi e dei coadiuvanti determina le azioni del fitocomplesso. Secondo l’OMS ci sono circa 7.000 composti chimici presenti nelle piante, nella farmacologia moderna.
Piante officinali
Una pianta officinale è un organismo vegetale usato nelle officine farmaceutiche o erboristiche per la produzione di specialità medicinali.
Nel linguaggio comune si sovrappone l’uso dei termini pianta medicinale con pianta officinale, che indica piante utilizzate nelle officine farmaceutiche per la produzione di specialità medicinali. Questa definizione è però abbastanza riduttiva, e l’utilizzo in ambienti accademici del termine pianta medicinale non fa più riferimento esclusivamente ad un utilizzo a scopo terapeutico delle sostanze contenute nelle piante, bensì dell’utilizzo della pianta o di estratti da essa derivati a scopo terapeutico.
Sono considerate piante officinali le piante medicinali, aromatiche e da profumo inserite negli elenchi specifici e nelle farmacopee dei singoli paesi. Il numero e il tipo di piante officinali varia da paese a paese a seconda delle tradizioni. Il più comune utilizzo di piante officinali è quello di correttori del gusto: molti farmaci o preparati farmaceutici hanno originariamente un gusto sgradevole, che quindi viene “corretto” con l’aggiunta di sostanze di origine vegetale. Le piante officinali, ad esempio, sono quelle usate per conferire a sciroppi o a caramelle il gusto di fragola, arancia, limone, ecc.
Storia
Il più antico documento medico che tratta di piante è il “papiro di Ebers”, risalente al 1500 a.C. Gli egizi facevano largo uso di medicamenti di natura vegetale. Conoscevano la maggiorana, l’edera e la mirra. Nell’antica Grecia, le conoscenze sulle piante erano mescolate con la filosofia naturale.
Uno dei più importanti scrittori greci antichi fu Eracleide, che descrisse alcune ricette, riprese in seguito da Aulo Cornelio Celso. Le radici studiate e messe in vendita vennero definite “farmacopoli” e si basavano soprattutto su nozioni tratte dai testi di Ippocrate di Coo e sugli scritti di botanica di Teofrasto.
Nell’antica Roma, già nel I secolo d.C. erano impiantati orti chiamati medicinali, in quanto si coltivavano piante sfruttate per le varie terapie mediche.
Nel IX secolo d.C., in Sicilia, grazie ai Saraceni vennero introdotte nuove tecniche idrauliche e di irrigazione, che consentirono l’introduzione di nuove piante officinali.
Gli arabi diedero un grande impulso all’alchimia medievale, principalmente per lo sviluppo farmaceutico di tinture e di distillati. Gli arabi furono i primi a tentare di organizzare la farmacopea: crearono un elenco di ricette descrivendo le proporzioni e le composizioni chimiche.
Al XI secolo risalgono i primi testi farmaceutici, in cui confluirono le influenze greche, romane e arabe, sintetizzate nella definizione delle operazioni fondamentali: lozione, decozione, infusione e triturazione.
In questo periodo si diffuse l’uso delle spezie e delle droghee la Scuola Medica Salernitana introdusse assieme alle pratiche chirurgiche anche una forma molto primitiva di anestesia, la cosiddetta spongia sonnifera. La Scuola salernitana per l’epoca aveva una buona capacità di selezionare le erbe.
La scienza della botanica nacque però solo agli inizi del Cinquecento, e fu legata alle scoperte geografiche, e alla introduzione della stampa. Si diffusero, in questo periodo i primi erbari moderni. Nel 1533, a Padova, fu istituita la prima cattedra di “botanica sperimentale”. Mattioli redasse nel 1554 il più significativo tra i testi di botanica dell’epoca, che veniva ritenuto anche testo di medicina.
Nel Seicento, Pierre Magnol inserì nella classificazione le famiglie tassonomiche, suddividendo il mondo vegetale in settantasei gruppi.
Nel secolo successivo, la spinta maggiore per il progresso della botanica avvenne grazie allo svedese Carl von Linné. Egli identificò le specie viventi, dividendole in classi, quindi in ordini e infine in generi.
I sistemi botanici attuali stanno infine basando finalmente la loro veridicità sull’analisi del DNA.

Nota bene
Questo materiale è fornito esclusivamente a scopo informativo e non è assolutamente inteso come sostitutivo dell’atto medico. Pertanto, le informazioni ricevute non presentano in alcun caso natura prescrittiva o terapeutica e non devono essere utilizzate per diagnosticare o curare un disturbo o una malattia. Chiunque lo consulti è invitato ad interpellare il medico curante per domande relative al proprio stato di salute e in caso di malessere o malattia. Le notizie sulle piante qui riportate sono messe a disposizione a solo titolo informativo. Rappresentano una sintesi di informazioni desunte da diverse fonti concernenti l’uso delle piante officinali.