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La scoperta scientifica del selenio avvenne nel 1817 a Stoccolma grazie agli esperimenti di Jons Jacob Berzelius, un chimico svedese che introdusse i simboli letterati della tavola periodica degli elementi in uso ancora oggi. Il selenio deve il suo nome alla dea greca della luna: Selene. La sua consistenza infatti, dopo aver attraversato la fase delle fusione e il successivo raffreddamento, ricorda gli scintillanti riflessi lunari simili allo splendore metallico dell’argento. Ecco perché gli alchimisti definivano questo elemento con il simbolo della luna.

Il selenio è un elemento presente in piccole tracce, ma essenziale per l’organismo.

 

Selenio benefici controindicazioni

 

Esso è un elemento presente nella dieta di tutte le forme di vita, in modo particolare nel corpo umano è presente nei muscoli, nel sangue, nelle urine e in via maggiore nei capelli e nelle unghie. Ha proprietà antinfiammatorie ed antiossidanti, è utile per regolare e rafforzare il nostro sistema immunitario ed  è un nutriente (oligoelemento) essenziale per l’eliminazione dei radicali liberi, la difesa delle cellule dal danno ossidativo (ossidazione di proteine e grassi) e la protezione da patologie, come ad esempio cardiovascolari e più in generale dell’invecchiamento. È inoltre importante per la corretta funzionalità della tiroide, per il metabolismo degli ormoni tiroidei: in particolare per la conversione del T4 (tiroxina) in T3 (triiodotironina).

Le fonti alimentari più importanti di selenio nella nostra dieta sono:

  • pesce
  • frattaglie
  • cereali, che assimilano il selenio presente nel terreno in forma inorganica e lo trasformano nelle sue forme organiche, ovvero selenometionina, selenocisteina e altri selenoaminoacidi
  • verdure, che, analogamente ai cereali, assorbono il selenio presente nel terreno in forma inorganica e lo rendono poi disponibile in forma organica, quindi assimilabile attraverso l’alimentazione

Nel nostro corpo la più alta concentrazione di selenio si trova nei muscoli dello scheletro ma può essere rintracciato anche nel sangue e nelle urine. Se si desidera monitorare la sua assunzione a lungo termine, è necessario analizzarne la quantità presente nei capelli e nelle unghie.

La dose media giornaliera necessaria al corpo umano per il suo corretto funzionamento varia dai 15 microgrammi (mcg) di un neonato ai 55 mcg di una persona adulta, arrivando ai 70 mcg necessari ad una donna durante l’allattamento.

L’assunzione attraverso il cibo, in genere, è sufficiente a coprire i fabbisogni giornalieri. Siccome il selenio ha una sua tossicità a dosi eccessive, l’uso di integratori alimentari che lo contengono va effettuato solo su indicazione del medico e per rispondere a specifici problemi di carenza o di aumentato fabbisogno.

La quantità assunta attraverso l’alimentazione varia a seconda del cibo che si mangia. La sua concentrazione nei vegetali dipende dalla quantità di selenio nel terreno e può variare significativamente a seconda del luogo in cui questi vengono coltivati. Negli alimenti di origine animale, invece, la sua concentrazione si mantiene stabile grazie a meccanismi omeostatici (che tendono a ristabilire il naturale equilibrio), propri degli animali, e alle formulazioni dei mangimi: infatti in Europa esistono limiti massimi di selenio nei mangimi, in modo da assicurare i fabbisogni degli animali evitando eccessi. La quantità contenuta nell’acqua non influenza i livelli di nutriente assunti giornalmente.

Gli alimenti che ne contengono una maggior quantità sono:

 

Le proprietà del selenio, i sintomi da eccesso, i problemi con la carenza, selenoproteine e salute, i cibi che lo contengono

  • noci del brasile
  • tonno pinna gialla
  • sardine non private della lisca
  • prosciutto
  • gamberi
  • bistecca di manzo
  • tacchino senza ossa
  • fegato di manzo
  • pollo
  • uova

La carenza di selenio può causare malattie correlate all’aumento dei radicali liberi, come invecchiamento precoce, malattie infiammatorie croniche e malattie degenerative. In presenza di stress aggiuntivi (come un’infezione virale) si possono sviluppare cardiomiopatie, sterilità maschile, artrosi e può peggiorare la carenza di iodio, con il conseguente rischio di ipotiroidismo soprattutto nei bambini.

La carenza è più frequente in: persone che mangiano prevalentemente vegetali coltivati in terreni a bassa concentrazione di selenio, persone sottoposte a dialisi renale, perché l’emodialisi lo rimuove dal sangue ma anche persone con alcune malattie, quali ad esempio l’AIDS.

La linea sottile tra eccesso e carenza

I segnali di un’eccessiva assunzione sono:

  • odore di aglio nel respiro
  • sapore metallico in bocca

I più comuni segni clinici di intossicazione (selenosi) sono:

  • perdita di capelli
  •  fragilità delle unghie

Altri disturbi includono:

  • nausea
  • dolore addominale con vomito
  • diarrea
  • eruzioni cutanee
  • affaticamento
  • irritabilità
  • confusione mentale
  • tensione muscolare
  • tremori
  • vertigini
  • insufficienza renale
  • insufficienza cardiaca
  • infarto miocardico

 

La dose massima giornaliera tollerabile per un adulto è di 300 microgrammi (mcg), per un adolescente (15-17 anni) è di 250 mcg e per i bambini piccoli (1-3 anni) è di 60 mcg.

L’assunzione elevata di forme organiche e inorganiche per lungo tempo procura disturbi simili.

Considerate le numerose proprietà del selenio, sono stati condotti diversi studi epidemiologici e osservazionali per verificare la correlazione tra i livelli di selenio nell’organismo e l’insorgenza di diverse malattie.

In particolare, è stata investigata la possibilità che l’assunzione di integratori a base di selenio potessero svolgere un ruolo in:

 

Guida al trekking e all'escursionismo per principianti

 

  • prevenzione di alcuni tipi di tumore
  • riduzione del rischio di malattie cardiovascolari o delle morti associate a malattie cardiovascolari
  • prevenzione e trattamento del declino cognitivo negli anziani (malattia di Alzheimer)
  • prevenzione e trattamento delle malattie della tiroide

 

I risultati degli studi condotti fino ad ora sono contraddittori e hanno portato alla conclusione che i dati attualmente disponibili sono insufficienti per determinare se i supplementi di selenio possano prevenire queste malattie.

Il non dimostrato beneficio per la prevenzione di malattie e la possibilità di effetti negativi da assunzione eccessiva, rafforzano la necessità di un uso prudente e mirato degli integratori che lo contengono.

Il fabbisogno nutrizionale giornaliero, così come per altri micronutrienti, in persone sane, può essere soddisfatto dagli alimenti consumati all’interno di una dieta varia ed equilibrata.

Un’alimentazione corretta, varia ed equilibrata dovrebbe includere:

  • diverse varietà di verdure e frutta, cereali integrali, latte e latticini senza grassi o a basso contenuto di grassi. Molti cereali integrali e prodotti caseari, tra cui latte e yogurt.
  • proteine di origine animale e vegetale, inclusi frutti di mare, carni magre e pollame, uova, legumi (fagioli e piselli), noci e semi

 

I cibi che contengono selenio, i benefici per la salute, eccesso e carenza

 

 

BIBLIOGRAFIA

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