I benefici della Vitamina K2
La vitamina K2 o Menachinone appartiene alla famiglia delle vitamine K.
Fa parte del gruppo delle vitamine cosiddette liposolubili, vale a dire che si sciolgono nei grassi, ed è indispensabile per la coagulazione del sangue, processo che serve a riparare le ferite e a evitare emorragie (perdite di sangue).
Questo gruppo di vitamine ha un ruolo fondamentale nel processo di coagulazione del sangue e assicura la funzionalità delle proteine che formano e mantengono in salute le ossa.

- vitamina K1 (fillochinone), è la forma naturale della vitamina assunta attraverso l’alimentazione. È presente principalmente negli ortaggi a foglia verde e partecipa attivamente al mantenimento del sistema di coagulazione sanguigna. Serve anche a evitare calcificazioni nelle arterie e permette alle ossa di trattenere il calcio e svilupparsi correttamente
- vitamina K2 (menachinone), viene prodotta all’interno dell’organismo (produzione endogena), a partire dalla forma K1, dai batteri normalmente presenti nell’intestino. Si trova anche negli alimenti fermentati come il formaggio, nelle uova e nel burro.
La vitamina K2 è quella che sembra apportare più benefici alla salute perché, rispetto alla vitamina K1, esercita un maggiore effetto protettivo nei confronti delle malattie cardiovascolari e degenerative del sistema nervoso. Inoltre, contribuisce a prevenire l’osteoporosi agendo in sinergia con altre vitamine liposolubili quali la vitamina A e la vitamina D.
La vitamina K1 è ampiamente distribuita negli alimenti di origine vegetale e soprattutto di tipo a foglia o a fiore come: spinaci, lattuga, broccoli, cavolo, cavolini di Bruxelles, cime di rapa ecc.
Il legame stretto della vitamina K1 con le membrane dei tilacoidi nei cloroplasti la rende meno biodisponibile. Ad esempio, gli spinaci cotti hanno una biodisponibilità del 5% di fillochinone. L’assorbimento è tuttavia ottimale in presenza di grassi come, ad esempio, l’olio extravergine di oliva. I grassi aumentano la biodisponibilità della vitamina K fino al 13%.
I frutti, le radici e i tuberi invece, i cereali, gli pseudocereali e le leguminose, ne contengono dosi piuttosto contenute, in questi ultimi tre, la vitamina K1 si concentra di più nell’embrione o germe. Fanno eccezione avocado, kiwi e uva, che sono discrete fonti.
Alcuni oli vegetali, in particolare l’olio di soia, contengono vitamina K1 in quantità modeste; per soddisfare le quantità raccomandate sarebbero necessarie quantità eccessive, per cui non possono essere considerate buone fonti alimentari.
I cibi di origine animale, sono da considerare fonti di vitamina K2 ma di marginale rilevanza. Le uniche eccezioni sono costituite dal fegato e dal tuorlo d’uovo; seguono i derivati del latte fermentati. Per ultimi carni e prodotti della pesca.

- Verdure a foglia verde, Broccoli, Spinaci, Cavolo
- Oli vegetali di Soia, Canola e Oliva
- Formaggio e Burro
- Uova
- Carne e Fegato di bovino e suino
- Il natto, un cibo giapponese derivato dalla fermentazione dei fagioli di soia, rappresenta l’alimento più ricco in assoluto di questa vitamina.
Relazione con la vitamina D3
USO VETERINARIO: UN ANTIDOTO CONTRO I VELENI
Molti veleni topicidi agiscono con lo stesso meccanismo del warfarin (ma in modo estremamente più potente), inibendo l’azione della vitamina K e provocando la morte per emorragia interna. Nel malaugurato caso di ingestione accidentale del veleno da parte di animali domestici (cani e gatti sono i più soggetti) la vitamina K può essere utilizzata come valido antidoto all’avvelenamento.

FONTI E BIBLIOGRAFIA
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